Torna a Protagonisti

Vito Tartamella

Vito Tartamella
È filosofo di formazione e si dedica al giornalismo scientifico dopo una lunga attività come cronista. Oggi ha 40 anni di esperienza come redattore, inviato internazionale, docente universitario e autore. Dal 2004 è caporedattore a «Focus», il mensile di scienza più venduto in Europa, dove scrive ogni mese reportage su tecnologia, astronomia, ecologia e molto altro. In passato ha lavorato per le riviste «Quark» e «Macchina del tempo» ed è stato consulente in comunicazione per l’azienda ospedaliera San Gerardo di Monza, una delle più grandi d’Italia. Ha vinto il premio europeo Semmelweis-Richter per l'eccellenza nel giornalismo scientifico sull'innovazione e altri premi nazionali. Ha pubblicato 4 saggi e insegna giornalismo scientifico in varie università.

In programma

Dubitare, ma con giudizio. Il ruolo del giornalismo scientifico tra dati e convinzioni personali

Sab. 07 nov. • ore 15:15
Con Manuela Callari, Maria Cristina Valsecchi e Vito Tartamella Modera Gianluca Dotti In collaborazione con SWIM - Science Writers in Italy Fine vita, salute delle persone LGBTQ+, diritti sessuali e riproduttivi, sperimentazione animale, crisi climatica: sono tutti temi su cui la scienza ha qualcosa da dire, eppure spesso vengono discussi come fossero solo questioni di valori, di fede o di appartenenza politica. Il risultato è un cortocircuito in cui i dati contano meno delle convinzioni, e in cui persino i numeri possono essere scelti e piegati per sostenere una tesi. Ne parliamo insieme a SWIM - associazione italiana di giornalismo e comunicazione scientifica - con giornaliste e giornalisti premiati di recente per il loro lavoro. Partiamo dai loro articoli per raccontare come si fa oggi giornalismo scientifico, tra fonti, dati e verifiche. Poi proviamo a esercitare il dubbio in tre direzioni: verso l’intelligenza artificiale, che promette di cambiare il mestiere ma porta con sé bias e falsi miti; verso la propria neutralità, perché nessuno racconta la scienza da un punto di vista neutro e riconoscere la propria posizione, anche da attivisti, è il primo passo per un’informazione onesta; e verso i confini geografici, perché scrivere per testate estere e far parte di reti internazionali di colleghi cambia il modo di guardare ai temi e al pubblico..
AULA E | Palazzo del Bo