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Manuela Callari
Giornalista scientifica indipendente specializzata in salute e ambiente. Si dedica con passione alla creazione di narrazioni sfaccettate e inclusive, ponendo al centro le voci e le esperienze di vita delle comunità colpite in modo sproporzionato dalle sfide sanitarie e ambientali. Collabora regolarmente con Medscape, occupandosi di notizie e di approfondimenti. I suoi lavori sono stati pubblicati su New Scientist, The Guardian, MIT Technology Review e altre testate. Ha conseguito una laurea e un master in scienza dei materiali, un dottorato di ricerca in scienze mediche e un certificato post-laurea in comunicazione scientifica.
In programma
Dubitare, ma con giudizio. Il ruolo del giornalismo scientifico tra dati e convinzioni personali
Sab. 07 nov.
• ore 15:15
Con Manuela Callari, Maria Cristina Valsecchi e Vito Tartamella Modera Gianluca Dotti In collaborazione con SWIM - Science Writers in Italy Fine vita, salute delle persone LGBTQ+, diritti sessuali e riproduttivi, sperimentazione animale, crisi climatica: sono tutti temi su cui la scienza ha qualcosa da dire, eppure spesso vengono discussi come fossero solo questioni di valori, di fede o di appartenenza politica. Il risultato è un cortocircuito in cui i dati contano meno delle convinzioni, e in cui persino i numeri possono essere scelti e piegati per sostenere una tesi. Ne parliamo insieme a SWIM - associazione italiana di giornalismo e comunicazione scientifica - con giornaliste e giornalisti premiati di recente per il loro lavoro. Partiamo dai loro articoli per raccontare come si fa oggi giornalismo scientifico, tra fonti, dati e verifiche. Poi proviamo a esercitare il dubbio in tre direzioni: verso l’intelligenza artificiale, che promette di cambiare il mestiere ma porta con sé bias e falsi miti; verso la propria neutralità, perché nessuno racconta la scienza da un punto di vista neutro e riconoscere la propria posizione, anche da attivisti, è il primo passo per un’informazione onesta; e verso i confini geografici, perché scrivere per testate estere e far parte di reti internazionali di colleghi cambia il modo di guardare ai temi e al pubblico..
AULA E | Palazzo del Bo