Attenzione: Questo sito utilizza cookie per gestire alcuni servizi oltre che le tue preferenze. Per saperne di più consulta la nostra policy sulla privacy cliccando qui. Accetto ×

Il primo giorno del CICAP Fest 2022

Il primo giorno del CICAP Fest 2022

Primo giorno Venerdì 3 giugno

«Buon CICAP Fest»: con il benvenuto di Massimo Polidoro, direttore del festival e segretario del CICAP, e di Sergio Della Sala, presidente del CICAP, oggi pomeriggio si è ufficialmente aperta la quinta edizione del festival della scienza e della curiosità che quest’anno ha come tema “La scienza del mondo che verrà”. Non si tratta, ha spiegato Della Sala, di descrivere le possibili tecnologie future, ma di capire come la scienza, e magari anche la fantascienza, ci possano preparare al mondo che verrà e a renderlo migliore e più equo.

E questo dipenderà anche da noi, come ha spiegato Paolo Attivissimo, socio emerito del CICAP, nell’incontro dedicato alle scuole che stamattina nell’aula magna di Palazzo del Bo ha “anticipato” l’apertura ufficiale. Attivissimo ha parlato di sicurezza informatica, password rubate, criminali informatici – persone normali che lavorano in organizzazioni ben strutturate, non «uno che va in giro incappucciato» come spesso ci si immagina, ha precisato Attivissimo – e anche dispositivi che raccolgono informazioni personali: smartphone, tablet, dispositivi indossabili come smartwatch e activity tracker. Ce n’erano 215 in Aula magna, rilevati da Attivissimo con uno scanner che chiunque può procurarsi: 215 dispositivi che si scambiavano informazioni e dati nella quasi completa inconsapevolezza dei proprietari. È per questo che il futuro tecnologico è in mano nostra: dalla scelta di password non banali all’impiego consapevole degli strumenti tecnologici, sta a noi scegliere dove vogliamo andare. «Siete voi la prima linea di difesa» ha riassunto Attivissimo.

La prima giornata è poi proseguita, nel pomeriggio, con la presentazione del CICAP al pubblico del festival, per scoprire come è cambiata nel tempo l’attività dell’associazione, che cosa fanno i gruppi locali e quelli tematici e la consegna dei Premi di merito ai volontari del CICAP: Elisa Tealdi, socio attivo dell’anno; come gruppo dell’anno è stato premiato il Gruppo grafica; David Bianchi per l’impegno nel tempo; Rossana Garavaglia per il contributo divulgativo; Manuela Travaglio per l’attività innovativa; Giada Zanza socio emergente e infine, quale “socio eroico”, Andrea Sabbatini.

Dopo l’inaugurazione ufficiale, alla presenza della rettrice dell’Università di Padova – il CICAP Fest si inserisce nelle celebrazioni per gli 800 anni dell’ateneo – Daniela Mapelli, dell’assessore alla cultura del Comune di Padova Andrea Colasio e del presidente della Provincia di Padova Fabio Bui, il presidente del CICAP Sergio Della Sala ha introdotto il primo ospite internazionale del festival: Vicente Vérez Bencomo, direttore generale del Finlay Institute of Vaccines all’Avana che ha sviluppato il vaccino contro il Covid 'Soberana 2’. Nel mondo che verrà, ha spiegato Della Sala, i vaccini saranno un elemento molto importante e Cuba ci presenta “un possibile altro mondo”, per come il vaccino per il coronavirus è stato sviluppato e distribuito. Come ha spiegato Vérez Bencomo, a causa delle sanzioni internazionali Cuba ha dovuto fare tutto in casa e ha deciso di puntare su una tecnologia, quella del vaccino coniugato, ben conosciuta e già alla base di un vaccino contro la polmonite. Utilizzando il tossoide del tetano come “vettore” per la proteina spike del coronavirus, è stato sviluppato 'Soberana 2’ e – altra importante differenza rispetto alla vaccinazione come la abbiamo conosciuta in Europa – si è iniziato a vaccinare i bambini, con l’autorizzazione a partire dai 2 anni di età. Quando è arrivata la variante Omicron, ci si aspettava anche a Cuba un forte aumento dei contagi, ma l’ondata di casi è stata sorprendentemente bassa: vaccinare i bambini si è dimostrata una strategia efficace. Un successo, è emerso nelle discussioni con il pubblico del festival, reso possibile anche grazie alla fiducia nel vaccino che si è riusciti a costruire e per la quale certamente ha giocato anche il fatto che il vaccino sia stato sviluppato da un ente pubblico.
;