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Gianfranco Natoli
È giornalista professionista, già redattore dei quotidiani «Il mattino di Padova», «La tribuna di Treviso», «La nuova Venezia» e «Il Corriere delle Alpi», prima con Giorgio Mondadori Editore e poi con Finegil del Gruppo Espresso di Repubblica; scrittore e saggista, direttore responsabile di europanews24, vice presidente della Stampa Medica Italiana, relatore e moderatore in Italia e all’estero, conduttore e curatore di trasmissioni radiofoniche e televisive a carattere medico-scientifico. È stato insegnante di giornalismo, comunicazione e tecniche di scrittura al Conservatorio Statale Cesare Pollini di Padova. Agli inizi degli anni Duemila ha ricoperto il ruolo di assessore alla Cultura, alle Politiche Giovanili e alla Comunicazione nel Comune di Abano Terme. Autore di numerosi volumi su fenomeni culturali e sociali dell’Ottocento e del Novecento, ha realizzato mostre a sfondo artistico su incarico del Comune di Padova. È Cavaliere al Merito all’Ordine della Repubblica Italiana. Tedoforo alle Olimpiadi di Torino 2006. Per in edibus ha pubblicato Non ho dubbi. Vincenzo Gallucci e il primo trapianto di cuore in Italia. Storia di un cardiochirurgo e delle sue battaglie.
In programma
Il primo battito. Vincenzo Gallucci e il trapianto che cambiò la cardiochirurgia italiana
Dom. 08 nov.
• ore 10:30
Con Stefano Gallucci e Gianfranco Natoli Modera Massimo Cirri Nella notte del 14 novembre 1985, all'ospedale di Padova, un cuore riprese a battere nel petto di un uomo diverso da quello che lo aveva portato fino al giorno prima. Era il primo trapianto cardiaco eseguito in Italia, e a guidare l'équipe c'era Vincenzo Gallucci, chirurgo che quell'autorizzazione la chiedeva al ministero da anni, con la testardaggine di chi sa che altrove si fa già e non vede perché qui no. Con quell'intervento la medicina italiana compì un salto improvviso, di quelli che ridisegnano in una notte ciò che fino al giorno prima sembrava impossibile, e un paese intero dovette fare i conti con parole difficili come morte cerebrale e donazione. A oltre quarant'anni di distanza, l'incontro ripercorre la figura dell'uomo prima ancora che del pioniere e presenta a Padova, la città in cui Gallucci ha operato e insegnato, la Fondazione nata per custodirne l'eredità e sostenere la ricerca e la formazione di chi verrà dopo.
AULA MAGNA | Palazzo del Bo