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Enrica Favaro
È medico e biotecnologa, con un dottorato in Fisiopatologia Medica. Specializzata Scienze dell'Alimentazione lavora presso ASL Città di Torino e ASL Cuneo1. E' autrice di pubblicazioni scientifiche e review su riviste internazionali. È socia di Frame- Divagazioni Scientifiche e fa parte della direzione del Food&Science Festival.
In programma
Come la disinformazione minaccia i diritti umani. Il progetto SciLit, l'informazione scientifica e i diritti umani
Sab. 07 nov.
• ore 12:00
Con Nello Scavo, Don Dante Carraro, Nicla Panciera e Elisa Palazzi Modera Enrica Favaro La disinformazione non è un semplice problema di accuratezza delle notizie: quando fake news, negazionalismi ed ecomafie informative minano la fiducia nei dati scientifici, ad essere colpiti sono i diritti umani fondamentali, dall’accesso alle cure sanitarie alla giustizia climatica. Nell’ambito del progetto europeo SciLit , nato per promuovere la cultura scientifica come strumento pratico di cittadinanza attiva e difesa della democrazia, questo incontro intreccia sguardi e competenze complementari. Don Dante Carraro e Nello Scavo testimoniano l’impatto della disinformazione e delle disuguaglianze nelle emergenze umanitarie e sanitarie sul campo; la giornalista Nicla Panciera analizza le trappole della comunicazione della salute, mentre la climatologa Elisa Palazzi mostra come la corretta informazione sia l’unico presidio per difendere il diritto al futuro. Un confronto fondamentale per scoprire come il pensiero critico e la cultura dei dati possano trasformarsi in uno scudo per proteggere la dignità e la libertà di tutti.
AULA MAGNA | Palazzo del Bo
I diritti del paziente oncologico
Sab. 07 nov.
• ore 15:00
Con Giacomo Cardaci e Francesco Perrone Modera Enrica Favaro Con il sostegno di Fondazione AIRC Nel percorso complicato di una diagnosi di patologia tumorale, conoscere i propri diritti è parte integrante della possibilità di affrontare la malattia in modo consapevole. Informazioni, decisioni riguardanti le cure, tutele per il lavoro e la famiglia e la vita sociale, oltre che una bussola tra servizi sanitari, sperimentazione clinica e possibilità di accesso alle cure possono fare la differenza nell’affrontare la malattia. In un momento particolarmente delicato e fragile il rapporto tra paziente, caregiver, professionisti sanitari e sistema di cura possono aiutare ad una maggiore consapevolezza ed autodeterminazione. Curare una persona significa anche garantire informazioni, condivisioni delle scelte diritti e tutele lungo tutto il percorso della malattia. Un’occasione per parlare di informazione, autodeterminazione, accesso alle cure e dignità, ma anche per comprendere come una maggiore consapevolezza possa aiutare pazienti e familiari a orientarsi.
AULA NIEVO | Palazzo del Bo
Dal triage in pronto soccorso all’organizzazione sanitaria: pratiche e strumenti innovativi guidati dalla misurazione del tempo
Sab. 07 nov.
• ore 16:15
Con Marina Civita, Alessandro Faorlin e Silvia Tedeschi Modera Enrica Favaro Con il sostegno di auxiell Il Pronto Soccorso rappresenta uno dei principali punti di intersezione tra domanda sanitaria, complessità clinica e organizzazione dei servizi. Il progressivo aumento degli accessi, la variabilità dei bisogni assistenziali e la necessità di garantire tempestività, appropriatezza e sicurezza rendono il processo di triage e la gestione dei flussi elementi strategici per il funzionamento dell’intero sistema sanitario. In questo contesto, l’innovazione non coincide esclusivamente con l’introduzione di nuove tecnologie, ma comprende l’evoluzione dei processi, dei modelli organizzativi e degli strumenti di gestione. In questa prospettiva, il Pronto Soccorso può rappresentare un laboratorio privilegiato per sperimentare modelli organizzativi capaci di estendere i principi del miglioramento continuo all’intera organizzazione sanitaria.
SPAZIO 35 | Centro Altinate
Questo clima ci preoccupa: l'impatto sulla salute del riscaldamento globale
Sab. 07 nov.
• ore 18:00
Con Andrea Devecchi e Andrea Pezzana Modera Enrica Favaro La salute delle persone, quella degli animali e quella degli ecosistemi sono profondamente interconnesse in un approccio One Health: una prospettiva che ci invita a superare la separazione tra salute umana e salute dell’ambiente per comprendere come i cambiamenti che avvengono intorno a noi possano avere effetti concreti anche sul nostro benessere. Cambiamento climatico, perdita di biodiversità, inquinamento e trasformazioni degli ecosistemi non sono soltanto questioni ambientali: possono influenzare la salute psicofisica, le nostre abitudini quotidiane e le nostre scelte nutrizionali. In questo contesto si parla sempre più di eco-preoccupazione, un insieme di paure e sentimenti di impotenza legati alla crisi ambientale. Preoccupazioni per il cambiamento climatico, sostenibilità, senso di responsabilità, controllo del cibo e immagine corporea possono talvolta incontrarsi. Un’occasione per parlare di crisi ambientale introducendone la complessità: prendersi cura dell’ambiente significa, sempre più, prendersi cura della salute e costruire insieme strumenti per affrontare il futuro.
AULA NIEVO | Palazzo del Bo
Nella testa del medico
Dom. 08 nov.
• ore 14:00
Con Christian Bracco, Mario Stabile, Giovanni Talerico Modera Enrica Favaro Che cosa accade nella testa di un medico quando deve prendere una decisione difficile? Dietro ogni scelta clinica esistono conoscenze scientifiche, linee guida e dati, ma anche responsabilità, vincoli organizzativi, risorse limitate, aspettative dei pazienti e delle famiglie, valori personali e interrogativi etici. Le decisioni sanitarie più delicate raramente sono semplicemente una questione di giusto o sbagliato. Spesso richiedono di confrontarsi con l’incertezza, bilanciare benefici e rischi, stabilire priorità e tenere insieme ciò che è clinicamente possibile con ciò che è concretamente sostenibile e, soprattutto, con ciò che è significativo per la persona assistita. Mettersi nella testa del medico è un modo per mostrare la medicina nel suo lato più umano: non soltanto una disciplina fondata sulla conoscenza e sull'evidenza, ma anche una pratica fatta di responsabilità, relazioni e scelte, nelle quali ogni tipo di decisione può avere conseguenze sulla vita del paziente e della collettività.
AULA E | Palazzo del Bo
Non sono la mia malattia. Oltre la categoria diagnostica clinica per ritrovare la cura della persona
Dom. 08 nov.
• ore 15:30
Con Augusto Consoli, Sergio Della Sala e Laura Gianotti Modera Enrica Favaro Una diagnosi clinica e in particolare psichiatrica può essere uno strumento prezioso per i medici per orientarsi nella complessità della patologia, condividere un linguaggio clinico e individuare percorsi di cura. Ma una persona non coincide mai con la propria diagnosi. Dietro ogni categoria diagnostica esistono una storia, relazioni, esperienze, desideri, paure e risorse che nessuna classificazione può contenere completamente. Fare un salto oltre la categoria clinica e in particolare psichiatrica significa allora recuperare una visione della cura capace di tenere insieme la dimensione biologica, psicologica, sociale e relazionale, senza contrapporre la precisione della medicina all’unicità dell’esperienza individuale. In questa prospettiva, ad esempio la medicina narrativa diventa uno strumento per restituire centralità alla storia della persona: ascoltare ciò che racconta, comprendere il significato che attribuisce alla propria esperienza di malattia e costruire, insieme, un percorso terapeutico che non si limiti a trattare un disturbo, ma si prenda cura di chi lo vive. La narrazione non sostituisce la diagnosi, le evidenze scientifiche o gli strumenti della medicina: li integra, ampliando lo sguardo clinico. Una medicina a 360 gradi, in cui competenza scientifica e ascolto, diagnosi e storia personale, cura della malattia e cura della persona possano dialogare per costruire percorsi più umani, condivisi e significativi.
AUDITORIUM | Centro Altinate