Enrica Favaro
È medico e biotecnologa, con un dottorato in Fisiopatologia Medica. Specializzanda in Scienze dell'Alimentazione, e lavora all’Università di Torino nel Dipartimento di Scienze Mediche dove è coinvolta in progetti di ricerca su vescicole extracellulari, cellule staminali e diabete di tipo 1 ed è la referente della Terza Missione del Dipartimento. È autrice di pubblicazioni scientifiche e review su riviste internazional. È socia di Frame- Divagazioni Scientifiche e fa parte della direzione del Food&Science Festival.

In programma

I diritti del paziente oncologico

Sab. 07 nov. • ore 15:00
Con Giacomo Cardaci e Francesco Perrone Modera Enrica Favaro Con il sostegno di Fondazione AIRC
AULA NIEVO | Palazzo del Bo

Dal triage in pronto soccorso all’organizzazione sanitaria: pratiche e strumenti innovativi

Sab. 07 nov. • ore 16:15
Con Marina Civita, Alessandro Faorlin e Silvia Tedeschi Modera Enrica Favaro Con il sostegno di auxiell
Spazio 35 | Centro Altinate

Non sono la mia malattia. Oltre la categoria diagnostica clinica per ritrovare la cura della persona

Dom. 08 nov. • ore 15:00
Con Augusto Consoli, Sergio Della Sala e Laura Gianotti Modera Enrica Favaro Una diagnosi clinica e in particolare psichiatrica può essere uno strumento prezioso per i medici per orientarsi nella complessità della patologia, condividere un linguaggio clinico e individuare percorsi di cura. Ma una persona non coincide mai con la propria diagnosi. Dietro ogni categoria diagnostica esistono una storia, relazioni, esperienze, desideri, paure e risorse che nessuna classificazione può contenere completamente. Fare un salto oltre la categoria clinica e in particolare psichiatrica significa allora recuperare una visione della cura capace di tenere insieme la dimensione biologica, psicologica, sociale e relazionale, senza contrapporre la precisione della medicina all’unicità dell’esperienza individuale. In questa prospettiva, ad esempio la medicina narrativa diventa uno strumento per restituire centralità alla storia della persona: ascoltare ciò che racconta, comprendere il significato che attribuisce alla propria esperienza di malattia e costruire, insieme, un percorso terapeutico che non si limiti a trattare un disturbo, ma si prenda cura di chi lo vive. La narrazione non sostituisce la diagnosi, le evidenze scientifiche o gli strumenti della medicina: li integra, ampliando lo sguardo clinico. Una medicina a 360 gradi, in cui competenza scientifica e ascolto, diagnosi e storia personale, cura della malattia e cura della persona possano dialogare per costruire percorsi più umani, condivisi e significativi.
AUDITORIUM | Centro Altinate